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Il cappero

>> 31 maggio 2008

Il cappero è un arbusto sempreverde della famiglia delle Capparidacee , molto diffuso nel bacino del Mediterraneo e si raccolgono sia i suoi boccioli (i capperi) che i suoi frutti (detti cucunci) che vengono poi conservati sotto sale oppure sott'olio o sott'aceto. Il cappero è il fiore non ancora sbocciato di questa pianta.
Fino al viaggio fatto nell'estate del 2000 alle isole Eolie non sapevo dell'esistenza dei Cucunci anche perchè dalle mie parti non erano affatto diffusi, adesso si cominciano a vedere anche nei supermercati. Uscendo dal Museo Archeologico Eoliano di Lipari avevamo incontrato un paio di ragazzini che vendevano sacchetti di profumatissimo origano, confezioni di capperi sotto sale, i cucunci e alcuni pezzi di ossidiana. Alle nostre domande, ci avevano risposto che si trattava dei germogli del cappero con il picciolo attaccato e che erano molto buoni, così avevamo acquistato diversi loro prodotti e avevo avuto l'occasione di assaggiarli e apprezzarli. Erano ottimi e devo ammettere che capperi, cucunci e origano buoni come quelli che ho acquistato nei miei viaggi in Sicilia non li ho mai trovati da altre parti!

La pianta è piuttosto bassa e ha rami con foglie verde scuro, carnose e di forma arrotondata. Si insinua fra le rocce, i terrazzamenti e i muri a secco.

Oltre che pianta aromatica, il cappero ha anche proprietà medicinali. Si ritiene che stimoli l'appetito, abbassi la pressione sanguigna, mitighi il mal di denti, abbassi il colesterolo e abbia proprietà diuretiche. I capperi erano già utilizzati ai tempi dei Romani per le loro proprietà afrodisiache e medicamentose. Gli antichi Greci li utilizzavano come prodotto di bellezza, non a caso, una tribù Berbera crea una crema di bellezza mescolando i capperi con olio, latte e miele. I capperi sono uno dei principali ingredienti di molti piatti Eoliani e Panteschi e, più in generale, Siciliani, nella Cucina Italiana vengono utilizzati come aperitivo, negli antipasti, nelle insalate, con la pasta, la carne e il pesce.
E' uno spettacolo vederli in Primavera quando i rami di questi arbusti si riversano fuori dai terrazzamenti sulle isole Eolie (Salina in primis) e Pantelleria (i capperi di Pantelleria si fregiano del marchio IGP Indicazione Geografica Protetta). Queste due isole Siciliane detengono il primato (oltre il 90%) della produzione nazionale di capperi.

Terrazzamenti con piante di capperi e fichi sulle sponde del Lago di Venere a Pantelleria.

La pianta del cappero.

Vi sono diverse misure di capperi (solitamente si trovano in commercio i piccolissimi, piccoli, medi e grandi i cui calibri variano dai 6-7mm fino ai 14mm) e quelli più gustosi e prelibati sono i più piccini.

Il clima delle isole di Pantelleria e Salina è adatto per la crescita di queste piante, è fresco al mattino e caldo durante il giorno. Le loro radici penetrano in spazi ristretti, crescendo in terreni secchi e rocciosi e si trovano a loro agio in quelli di origine vulcanica.
La loro raccolta invece è tutt'altro che facile anche perchè le piante dei capperi sono molto spinose e si aggrappano ai ripidi e rocciosi pendii. La raccolta, effettuata rigorosamente a mano, inizia in Primavera prima che le piante fioriscano (indicativamente da metà/fine Maggio) e prosegue fino alla metà/fine di Settembre e si effettua nelle prime ore del mattino, tornando ogni 7-10 giorni circa sulla stessa pianta poiché questa fiorisce in continuazione (è un lavoro molto faticoso!).
Dopo averli raccolti, i capperi vengono messi a asciugare su teli di juta in un posto fresco per evitare che maturino, poi vengono scelti e separati in base ai loro calibri. Infine, vengono posti a maturare in salamoia e sale marino dentro a dei fusti di legno (il cappero fresco è amaro e non ha un buon sapore). La maturazione si svolge in tre fasi: una prima della durata di 10 giorni in cui i capperi vengono rimescolati di tanto in tanto, poi vengono scolati e, infine, messi di nuovo sotto sale e mescolati per altri 10 giorni. Dopo questi passaggi possono essere confezionati e consumati.
Fra gli eventi dedicati ai capperi vi segnalo i seguenti:
Cappero, il fiore del Mediterraneo
che si svolge nel mese di Aprile a Pantelleria. Festa di sapori, colori e tradizioni Pantesche con il cappero protagonista della manifestazione, degustazioni e esposizioni di tutte le aziende produttrici dell'isola. Per info http://www.capperodipantelleria.it/
Sagra del Cappero a Pollara nell'isola di Salina che si svolge ogni anno la prima Domenica di Giugno e consiste nella degustazione di tipici piatti locali a base di capperi e cucunci. Cliccando su questo link potete vedere alcune immagini di una edizione di questa sagra.
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Una giornata particolare

Ieri è stata una giornata piena di emozioni, dopo oltre 18 anni di lavoro nella stessa azienda ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro in vista del prossimo trasferimento in Olanda. Non è stato facile lasciare i colleghi, specie quelli a cui ero più legata ma la vita va avanti ......... the show must go on.
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Simbolo cottura microonde

>> 30 maggio 2008

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Visto che le parole "simbolo cottura microonde" , "simbolo microonde" sono delle chiavi di ricerca abbastanza usate per arrivare sul blog e mi sono resa conto di averne solo parlato in alcuni post senza però dare indicazioni più precise, vi metto uno schizzo che ho fatto con Paint:

I contenitori in plastica che possono essere utilizzati per scaldare e/o cuocere nel microonde devono essere provvisti di un simbolo simile a questo. Il simbolo con le tre onde stilizzate, sovrapposte le une sulle altre, indica che il contenitore è adatto all'uso nel forno a microonde. Inoltre, alcuni contenitori, a fianco del simbolo delle tre onde, riportano anche diciture di questo tipo:

NO LID = senza coperchio
(alcuni contenitori non presentano questa scritta poichè il coperchio può essere usato nel microonde)

400W = indica la potenza massima che si può utilizzare per quel tipo di contenitore nel microonde (a seconda del tipo di contenitore questo valore può anche essere superiore o inferiore a quello dell'esempio)

Eccovi un altro esempio di indicazione riportata in alcuni contenitori di plastica di una nota marca:

Le tre onde stilizzate e sovrapposte indicano che il contenitore può essere anche usato nel microonde però, nel microscopico disegno a fianco delle tre onde (ved. freccia), è stata posta una X sul coperchio per indicare che quest'ultimo non può essere messo nel microonde.

Di seguito trovate tre immagini di contenitori in plastica che possono essere usati per cuocere e/o riscaldare nel microonde. Il primo, essendo provvisto di un'apposito dispositivo con due fori sul coperchio, può anche essere utilizzato "chiuso", il secondo è provvisto di un'apposita valvola di sfiato che consente di usare il contenitore con il suo coperchio nel forno a microonde, infine, il terzo (quello con il coperchio blu) ha la scritta "NO LID" perchè il coperchio non ha fori e sigilla ermeticamente il suo contenitore. In quest'ultimo caso quindi, il contenitore può essere usato nel microonde a patto di non chiuderlo con il suo coperchio!



In ogni caso, come già detto nel post sulle "teglie per il microonde" che avevo scritto qualche tempo fà, a parte una fase iniziale in cui avevo utilizzato dei contenitori in plastica per cuocere nel micro, da un po' di tempo mi sono convertita al Pyrex e adesso utilizzo solo quel prodotto e/o dei normali piatti piani in ceramica bianchi (senza disegni e senza cornici) per cuocere e per riscaldare le pietanze. Non mi piace cuocere/riscaldare il cibo nella plastica, li utilizzo solo per congelare.

P.S.: se cercate delle ricette per il microonde, consultate il tag "Microonde" nella colonna di sinistra.


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Salsa tonnata

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Ricetta con indicazioni anche per i celiaci.


Questa è una variante della ricetta che uso solitamente per il vitello tonnato.

  • 1 manciata di capperi dissalati più volte in acqua
  • 1 confezione di tonno in olio di oliva da 160gr
  • 15 olive nere taggiasche
  • 1 uovo sodo
  • pasta di acciughe a piacere (*)
  • maionese (*), meglio se "home made"

(*)
per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nella categoria "maionese - patè - salse" del Prontuario dell'A.I.C. oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche.

Ho messo il tonno e gli altri ingredienti (tranne la maionese) nel recipiente più piccolo del robot da cucina e frullato per bene fino a ottenere un composto omogeneo, ho aggiunto 4 cucchiai da minestra di maionese, mescolato, ecco il risultato:




Uso questa salsina per farcire le uova o i pomodori ripieni, i peperoni grigliati .... a volte la spalmo pure sul pane. E' un po' come la Nutella, è difficile resisterle ahahahahahaha!

NOTA: mia madre fà una salsa similare ma, per utilizzare meno maionese, mette anche un po' di yogurth magro (50% di maionese e 50% di yogurth), l'ho assaggiata e devo dire che mi è piaciuta anche questa versione.
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Patate ripiene in P.A.P.

>> 26 maggio 2008

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Ricetta con indicazioni per i celiaci e con cottura solo per la pentola a pressione.

Qualche giorno fà Sillylamb con un suo commento a proposito di una ricetta che le ricordava l'infanzia mi ha fatto venire in mente che ogni tanto mia madre preparava, nella stagione invernale, queste patate ripiene. Non le mangio da secoli anche perchè non ho la pentola a pressione ma ricordo che mi piacevano molto. Diciamo che non è un piatto propriamente adatto a queste giornate viste le temperature esterne (oggi +28°C alle 14) ma ve lo scrivo prima che finisca di nuovo nel dimenticatoio.
La ricetta è un po' datata e era tratta dal ricettario Flash "La cucina della pentola pressione" della Editrice AMZ di Milano, anno 1967. Ho cercato questo piccolo libretto nella scatola dove conserva tutte le varie ricette e i ritagli di giornale ..... è stata un'impresa trovarlo, era comunque un ricettario a cura di Lisa Biondi.
Non ho la pentola a pressione ma sto pensando di provare a cuocerle con il microonde.

Ricetta originale per 4 persone:
  • 8 patate di forma piuttosto regolare (in totale circa 1 kg)
  • 50 gr burro
  • 200 gr salsiccia (*)
  • 50 gr cipolla fritta in 20 gr di burro
  • 1 cucchiaio di prezzemolo
  • 1 manciata di mollica di pane bagnata nel latte e strizzata (*)
  • 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1/2 bicchiere di brodo (semplicemente preparato con sole verdure messe a bollire in acqua, senza l'aggiunta di dadi da cucina o insaporitori)
  • sale, pepe
(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nelle categorie "salumi-insaccati" e "pane-focaccia-piadina" del Prontuario A.I.C. attualmente in vigore oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche.

Preparazione:
Pelare le patate e svuotarle al centro, facendo attenzione a non romperle. Preparare il ripieno: tritare la cipolla e farla imbiondire con i 20 gr di burro, mescolarla alla salsiccia spellata e sbriciolata, al pane bagnato nel latte e strizzato, il parmigiano, il prezzemolo tritato, sale e pepe. Suddividere eil composto in 8 porzioni e riempire tutte le patate. Nella pentola a pressione far sciogliere i 50 gr di burro, disporre le patate e farle rosolare leggermente sul fondo, versare il brodo (o acqua calda), chiudere la pentola, all'inizio del sibilo abbassare la fiamma e calcolare 15 minuti di cottura.
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Semifreddo con meringhe e cioccolato

>> 25 maggio 2008

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Ricetta con indicazioni per i celiaci.

E' una ricetta che avevo copiato diversi anni fà da una mini rivista di cucina, credo si chiamasse Guida Cucina e che ogni tanto faccio e conservo in freezer in caso di ospiti improvvisi.

Ingredienti per 4 persone:
- 3 uova (separare i tuorli dagli albumi)
- 70 gr zucchero a velo (*)
- 350 gr panna fresca da montare
- 2 grosse meringhe (*)
- 100 gr cioccolato fondente (*)
(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nelle categorie "zucchero a velo", "biscotti-dolci-merendine" e "cioccolato e uova di cioccolato" del Prontuario A.I.C. attualmente in vigore oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche.

Sbattere bene i 3 tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi. Montare a neve solo 2 albumi e incorporarli ai tuorli mescolando piano dal basso verso l'alto per evitare che il composto perda la sua consistenza. Montare la panna e incorporare anche quella poca x volta, facendo sempre attenzione. Sbiciolare le meringhe e triturare il cioccolato e unire anche questi due ingredienti al composto. Foderare uno stampo di alluminio lungo circa 22 cm con carta alluminio (io ho usato la pellicola trasparente) e versare il composto livellandolo x bene.

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Battere lo stampo alcune volte sul piano di lavoro x eliminare i vuoti d'aria. Mettere in freezer per almeno due ore; al momento di servirlo, capovolgere il semifreddo su un piatto da portata e tagliarlo a fette, guarnire con riccioli di panna montata e codette di cioccolato.

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Gluten free semi-frozen dessert with chocolate and Italian meringues

This dessert should be prepared some hours before serving or, better, the day before.
Ingredients for 4 servings:
- 3 eggs
- 70 grams icing sugar (= powdered sugar)
[*]- 350 grams fresh double cream or whipping cream
- 2 big Italian meringues [*]
- 100 grams dark chocolate of good quality
[*]
- 1 loaf-tin 22x9x6.5 cm (LxWxH)

[*] all these ingredients must be clearly labelled as "gluten free" and/or "gluten and wheat free" so that this recipe could be safe for coealiacs.

Directions:


First of all, separate the yolks from the egg whites and store them in two separate bowls.
Wisk the yolks with sugar and then wisk TWO egg whites with a wisk or a handblender (I use this one) until the white egg is done, it's better to use a big bowl so that much air as possible is allowed to form bubbles in the egg whites. Add the whipped egg whites to the mixtures of yolks and sugar, stirring with extreme care down and up. Wisk the heavy cream and add it to the other ingredients, fold gently as not to deflate both the egg whites and the whipped cream! Chop the chocolate bar into small pieces and chop the mearingues too. Add these two ingredients to the others and stir the ingredients together slowly.
Line the interior of the loaf-tin with a plastic film or aluminium film in order to avoid that the dessert sticks to the loaf-tin, pour the mixture into the loaf-tin and level the surface with a spatula. Beat the loaf-tin on your worktop in order to eliminate any air pockets and put it into the freezer for two hours at least. Before serving, turn the loaf-into upside down on a chopping board, cut the dessert it
into desired size pieces and dress with some curls of whipped cream and small chips of dark chocolate otherwise dress with hot chocolate.

NOTE: in order to get maximum volume when wisking egg whites, they should be at room temperature and make sure your bowl and whisk are clean and free of grease.

NOTE (1): Italian meringue is a type of dessert made from two simple ingredients: whipped eggs whites and icing sugar (the proportion is approx 80 grams of icing sugar for each egg white). The difficulty lies in cooking the meringues, they must dry not cook in the oven. For this reason they are baked at low temperature (60-70 degrees) for a very long time (2-3 hours).

WARNING: pay attention in consuming raw and lightly-cooked eggs due to the slight risk of Salmonella or other food-borne illness. To reduce this risk, use only fresh, properly-refrigerated, clean, grade A or AA eggs with intact shells, and avoid contact between the yolks or whites and the shell.

Enjoy your meal!

© All rights reserved.
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Pasta con funghi e melanzane

>> 24 maggio 2008

Ricetta con indicazioni anche per i celiaci.

Ieri sera, cercando su Internet un modo di abbinare funghi e melanzane, mi sono imbattuta in una ricetta del sito www.mammapina.it che prevedeva l'utilizzo di Mafalde (pasta lunga arricciata) e di funghi misti freschi, io invece ho usato dei funghi secchi e gli spaghetti ma la pasta ha riscosso successo ugualmente.
Innanzitutto ho lavato la melanzana e l'ho tagliata a fette che ho messo in uno scolapasta con del sale fino per una quarantina di minuti in modo da far fuoriuscire l'acqua di vegetazione. Ho risciacquato più volte i funghi secchi in acqua e li ho tritati grossolanamente, ho messo uno spicchio di aglio e un po' di olio in una padella, poi ho aggiunto i funghi sfumando con un goccio di vino bianco secco e ho messo da parte questo sughetto. Ho tagliato le fette di melanzana a dadini e le ho messe nella padella con un po' di olio e uno spicchio di aglio e le ho lasciate cuocere, aggiungendo ogni tanto un po' di acqua se necessario. A fine cottura ho riunito funghi e melanzane in un'unica padella, facendo attenzione a rimuovere i due spicchi di aglio e cotto per pochi minuti.
Ho cotto la pasta (*) al dente e poi l'ho fatta saltare brevemente in padella con il condimento al quale ho aggiunto del prezzemolo fresco tritato, un pezzetto di burro per mantecare e del peperoncino di Diamante macinato al momento.
(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nella categoria "pasta-gnocchi" del Prontuario dell'A.I.C. in vigore e/o quelli che riportano in etichetta la dicitura "senza glutine" come da Regolamento CE n° 41/2009 e successive modifiche e integrazioni.


LINKS: l'Accademia del Peperoncino a Diamante (Cs)
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Contatti

>> 15 maggio 2008




Se vuoi scrivermi, manda un messaggio a questo indirizzo email, sostituendo [at] con @
 

unaceliacaincucina[at]gmail.com


Ti risponderò appena possibile

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Quiche Lorraine senza glutine

>> 10 maggio 2008

© Riproduzione riservata.


Ricetta con cotture sia per il forno tradizionale che per il microonde.

immagineLa quiche è una torta salata tipica della cucina Francese, semplice e veloce da realizzare e può essere consumata sia come antipasto che come secondo piatto, tiepida ma anche fredda. La Quiche Lorraine è forse una di quelle più famose ma, cambiando qualche ingrediente o aggiungendone altri, è possibile realizzarne numerose e gustose varianti (non so se si è capito, questa è anche la settima ricetta di quiche che posto nel Blog ma a me piacciono!).
La quiche della foto è quella che avevo preparato la mattina di Natale 2006 (oltre a alcune tartine) e che avevo servito tiepida, tagliata a quadrotti, con un ottimo spumante Italiano metodo classico come aperitivo (Cuvée Imperiale Brut Berlucchi).
Ingredienti:
  • 1 rotolo di pasta sfoglia senza glutine (*)
  • 100 gr di pancetta affumicata (*)
  • 80 gr di formaggio emmental Francese, tagliato julienne oppure tritato
  • 4 uova intere
  • 400 ml latte intero
  • 1 cipolla piccola (oppure 1 scalogno) affettata sottile
  • sale, pepe q.b.
  • noce moscata a piacere


(*) questi ingredienti sono a rischio per i celiaci; utilizzare pertanto solo i prodotti elencati nelle categorie "pasta frolla e sfoglia surgelate" e "salumi-insaccati" del Prontuario A.I.C. attualmente in vigore oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche e integrazioni.


Nelle ricette Francesi tradizionali non viene messa la cipolla nella Quiche Lorraine ma a me piace e la uso, inoltre si usano 2 uova intere e 2 tuorli e sia panna che latte (io ho usato solo quest'ultimo).

Far saltare in una padella antiaderente (senza aggiungere altro tipo di condimento) la pancetta affumicata insieme alla cipolla tagliata a fettine per alcuni minuti e poi rimuovere parte del grasso rilasciato durante la cottura.
Mettere la carta forno sul fondo della teglia crisp diam. 29 cm, stendere la pasta brisée, sforacchiarla con i rebbi della forchetta in qualche punto e ritagliare le parti di carta forno che fuoriescono dalla teglia, disporre sulla pasta la pancetta affumicata con le fettine di cipolla e l'emmental Francese. In una ciotola adatta al minipimer mettere le uova, aggiustare di sale, pepe e noce moscata, aggiungere il latte e mescolare energicamente con il minipimer fino a che tutti gli ingredienti si sono ben amalgamati.
Versare il composto sulla quiche, ripiegare leggermente i bordi di pasta brisèe verso l'interno in modo da non far colare il composto sulla carta forno, infornare e cuocere con la funzione crisp per 13 minuti (inizialmente ne avevo impostati 14 ma verso i 13 minuti e mezzo mi sembrava che la torta fosse sufficientemente colorita e ho spento il forno). Per dare un colore un po' meno anemico al bordo di pasta brisèe, spennellarlo leggermente con un rosso di uovo oppure con olio e.v.o.



IMPORTANTE: i tempi di cottura sopra indicati si riferiscono al forno a microonde Whirlpool modello Talent MT52 da 26 litri di capacità e sono puramente indicativi in quanto possono variare da forno a forno e, inoltre, dipendono anche dalle quantità utilizzate.

Cottura con forno tradizionale: penso che 180° per 30-40 minuti di cottura vadano bene

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B U O N
F I N E
S E T T I M A N A



© Riproduzione riservata.
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Risotto con Casera e bresaola

>> 9 maggio 2008

immagineQualche settimana fà con una dozzina di amici avevamo organizzato una pizzoccherata per il Sabato sera e, con gli avanzi di Casera e bresaola, avevo poi preparato questo risotto il giorno successivo. L'idea di questa ricetta me l'aveva data il sito http://www.bresaoladellavaltellina.it ma, non avendo Bitto (era stato messo tutto nei Pizzoccheri) ho usato il pezzetto di Casera che era avanzato, i due formaggi però hanno sapori e consistenze ben diverse.

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr riso Carnaroli
  • 1 cipolla media
  • 90 gr di Casera (oppure Bitto)
  • 60 gr di bresaola della Valtellina (*)
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • brodo vegetale già caldo e salato
  • burro
  • sale

(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nella categoria "salumi - insaccati" del Prontuario dell'A.I.C. e/o quelli che riportano chiaramente la dicitura "senza glutine" in etichetta come da Regolamento CE n° 41/2009 e successive modifiche e integrazioni.


Preparare il brodo vegetale (naturalmente gluten free) facendo sobbollire in una pentola alcune verdure tagliate a tocchetti (porro, carota, sedano, cipolla, ciuffetti di prezzemolo e una foglia di alloro), salare a piacere. Rimuovere tutte le verdure e tenere il brodo al caldo.
Far soffriggere la cipolla tritata finemente, aggiungere il riso e lasciarlo tostare qualche minuto. Versare il bicchiere di vino bianco e lasciar sfumare. Continuare la cottura del riso aggiungendo poco per volta il brodo già salato (man mano che si asciuga quello versato in precedenza). Tagliare intanto il formaggio a pezzetti.
Quando il riso è quasi cotto, aggiungere il Casera (oppure il Bitto) ed amalgamare bene tutto. Spegnere il fuoco, unire una noce di burro, cospargere con la bresaola tagliata a listarelle e lasciar riposare un paio di minuti prima di servire.
Nota: il Casera e il Bitto sono due formaggi D.O.P. della Valtellina (il primo ha un sapore decisamente più dolce), il sito del Consorzio tutela Casera e Bitto è http://www.ctcb.it/

VINI:
Valtellina Superiore DOCG
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Insalata tiepida di polpo e patate

>> 7 maggio 2008

immagine© Riproduzione riservata.

Per questa ricetta ho utilizzato un polpo congelato di circa 860 gr (quello fresco è decisamente migliore), i più teneri pare siano quelli con due sole file di ventose e con le gambe non troppo lunghe, il mio invece era uno spilungone (tribù polpo-watusso) ma è venuto tenero lo stesso.
I limoni che si vedono a sinistra nella foto sono di Amalfi, non perfetti e lucidi come quelli che si trovano spesso nei negozi ma hanno un profumo !!!!!
Mi piace mangiarla sia in estate che in inverno ma nella stagione più fredda la servo leggermente tiepida.

Gli ingredienti sono tutti "naturalmente privi di glutine" quindi la ricetta è adatta anche a chi soffre di celiachia.

Dopo averlo scongelato, rimuovere gli occhi e il becco nero centrale con l'aiuto di un coltello e pulirlo per bene sotto l'acqua corrente(rovesciando la testa e togliendo quello che contiene). Metterlo in una pentola capiente colma d'acqua fredda in modo che resti completamente in ammollo con un mezzo gambo di sedano, mezza cipolla, una carotina piccola, un paio di foglie di alloro, qualche gambo di prezzemolo, 3-4 grani di pepe nero (le verdure le ho tagliate a tocchetti), 4 cucchiai di aceto bianco. Dal momento in cui l'acqua comincia a bollire, far cuocere semiscoperto per circa 45 minuti (tempo indicativo, conviene controllare ogni tanto il grado di cottura).
Lasciarlo raffreddare nella pentola con il suo brodo (si insaporisce bene e la carne risulta più tenera); cuocere delle patate a vapore e lasciarle raffreddare un poco, nel frattempo preparare un trito di qualche filo di erba cipollina fresca, un bel po' di prezzemolo e mezzo spicchio di aglio. Riunire in una ciotola il polpo tagliato a tocchetti, le patate, il trito e condire con un'emulsione di olio extravergine (buono), limone e sale.
Di solito aggiungo anche qualche olivella ligure o dei capperi tritati finemente.
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Semifreddo agli amaretti


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Ricetta con indicazioni per i celiaci.


Avevo mangiato questo dessert un paio di settimane fà a casa di mia cugina e visto che mi era piaciuto ho deciso di prepararlo per la cena fra amiche di ieri sera. La ricetta originale è per il Bimby ma, visto che non lo possiedo, ho provato a farlo con il mio robot da cucina (Braun K3000) e il minipimer e devi dire che è venuto molto bene! Naturalmente, come ogni tanto mi succede, non avevo proprio tutti gli ingredienti disponibili e ho apportato un paio di modifiche. Capita anche a voi?
Di seguito vi posto sia la ricetta originale che quella che ho preparato ieri nel primo pomeriggio:


Ricetta originale per il Bimby (si può utilizzare qualunque robot da cucina oppure il minipimer):

- 3 uova intere (separare con cura gli albumi dai tuorli e conservare entrambi)
- 200gr panna da montare
- 100gr zucchero
- 150gr mascarpone
- 200gr amaretti secchi (*)
- 1 misurino liquore all'amaretto (*)
- 1 pizzico di sale

Ricetta modificata:
- 3 uova intere (separare con cura gli albumi dai tuorli e conservare entrambi)
- 350gr panna da montare
- 100gr zucchero
- 200gr amaretti secchi
(*)
- 2 cucchiai da minestra di Rhum Vieux de la Guyane (**)


(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nelle categorie "biscotti-dolci-merendine" e "bevande alcoliche" del Prontuario A.I.C. attualmente in vigore oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche.

(**) i distillati puri, tal quali
senza aggiunta di aromi, coloranti o altri additivi sono idonei per i celiaci -> http://www.celiachia.it/menu/faq.aspx?idcat=2&idfaq=87 

Per la preparazione ho utilizzato sia il robot K3000 che il minipimer con la frusta. Ho montato a neve ferma i 3 albumi con il minipimer e poi li ho messi in frigo. Con il robot ho sminuzzato gli amaretti (sono venuti finissimi) e li ho versati un una ciotola capiente, poi ho montato la panna. Nel frattempo sempre con il minipimer ho mescolato zucchero e tuorli fino a renderli spumosi, ho aggiunto a questo composto il Rhum e gli amaretti e ho mescolato un po' con un cucchiaio. Successivamente ho aggiunto prima la panna e infine gli albumi montati a neve, mescolando dal basso verso l'alto per evitare di smontarli. Ho versato il composto in uno stampo rettangolare da plum-cake ma non ci stava tutto e ne ho messo un po' anche in un'altra ciotola. Ho lasciato il dessert nel congelatore fino al momento di servirlo poi l'ho tagliato a fette e accompagnato con un paio di amaretti morbidi di Mombaruzzo e una bottiglia di Moscato "La Caliera" della cantina Borgo Maragliano. Il semifreddo è rimasto piuttosto morbido, in effetti mia cugina mi aveva consigliato di lasciarlo per almeno 8 ore nel congelatore. Per questioni di tempo l'ho lasciato un po' meno.

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Pesce spada alla Messinese

>> 6 maggio 2008

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Anche questa è una ricetta di SIMONETTA del forum Tuttincucina , anche se l'ho parzialmente rivisitata.



Gli ingredienti sono tutti "naturalmente privi di glutine" quindi la ricetta è adatta anche ai celiaci.

Per due persone ho utilizzato:

  • 2 grosse fette di pesce spada congelato
  • 2 scalogni medio/piccoli
  • 1 spicchio di aglio
  • pomodoro a pezzetti
  • olio e.v.o.
  • olive nere Taggiasche e capperi di Pantelleria sotto sale (a piacere)
  • sale e peperoncino

Ho scongelato per tempo i due tranci di spada (se usate quello fresco il risultato sarà decisamente migliore!), dissalato i capperi (risciacquandoli più volte in acqua) e tritato gli scalogni.

In una ampia padella antiaderente ho messo un paio di cucchiai da minestra di olio e.v.o. e fatto soffriggere lo scalogno tritato a fuoco basso. Poi ho messo le due fette di spada (erano piuttosto spesse) e le ho rosolate bene da entrambi i lati, quindi ho aggiunto il pomodoro a pezzetti, i capperi strizzati e le olive intere (a me piacciono molto entrambi e ne ho messi un po'), regolato di sale e peperoncino e lasciato cuocere per almeno un quarto d'ora a fiamma bassa, mescolando ogni tanto e tenendo sotto controllo la cottura.
Ho servito la pietanza cospargendo le fette di spada con il saporito sughetto.
NOTA: Simonetta suggerisce nella sua ricetta di utilizzare l'eventuale condimento in eccesso per condire la pasta!

VINI: un buon vino bianco Siciliano servito alla giusta temperatura come per esempio Donnafugata Anthilia Sicilia IGP, Donnafugata Vigna di Gabri Contessa Entellina DOC, Planeta La Segreta Bianco IGT, Duca di Salaparuta Colomba Platino IGT, Tasca d'Almerita Regaleali Bianco IGT.

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