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Pasta senza glutine con fave e pisellini al profumo di pancetta

>> 9 maggio 2013

© Riproduzione riservata.

Tenui colori per un piatto a base di delicate verdure Primaverili

Che cosa possiamo trovare dal verduriere in questo periodo? Le fave e i pisellini ma anche le prime zucchine con i loro splendidi fiori. Con pochi altri ingredienti possiamo quindi prepararci un buon piatto di pasta così da portare in tavola un po' di prodotti tipici di questo periodo.

Ingredienti per due persone:
  • 170gr sedani rigati senza glutine Biaglut o altro formato di pasta corta (*)
  • 80gr di fave già sgusciate
  • 40gr pisellini già sgusciati
  • 6 fiori di zucchina
  • 5 fette di pancetta Piacentina DOP (*)
  • 1 cipolla bianca nuova (40gr circa)
  • olio extra vergine di oliva
  • Pecorino Romano DOP
  • poco brodo vegetale preparato con il dado granulare senza glutine Germinal Bio (*) (a)


(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nelle categorie "pasta - gnocchi" , "salumi" e "dadi - preparati per brodo" del Prontuario A.I.C. attualmente in vigore oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche e integrazioni.

(
a) brodo fatto con preparato per brodo vegetale granulare senza glutammato aggiunto e senza glutine della Germinal Bio.
Oltre che senza glutine è anche biologico, senza latte, senza uova, senza glutammato aggiunto, senza lievito e frutta a guscio. 


Preparazione:

Le quantità sopra indicate sia di fave che di pisellini si riferiscono ai prodotti già sgranati; quando si acquistano, occorre tener in conto di aumentare la quantità poichè lo scarto (baccello) è piuttosto considerevole. Sul sito Giallo Zafferano c'è un bel passo passo su come pulire le fave , va bene anche per i piselli.
Se le fave dovessero esser grosse, consiglio di sbollentarle per 4 minuti e poi rimuovere la pellicola più esterna. Nel mio caso erano freschissime e piccoline e non le ho sbollentate.

In un ampia padella ho scaldato dell'olio extravergine di oliva poi ho fatto soffriggere la cipolla tritata a fiamma bassa per non farla bruciare, ho aggiunto la pancetta spezzettata grossolanamente, le fave e i pisellini, mescolato, incoperchiato e fatto cuocere dolcemente per alcuni minuti. Se le verdure dovessero asciugare troppo, aggiungere un poco di brodo vegetale. Verso fine cottura ho aggiunto i fiori di zucchina tagliati a striscioline. Ho salato, pepato e portato a cottura.

Ho cotto la pasta al dente, l'ho scolata e saltata appena nel condimento, ho impiattato e decorato con del Pecorino Romano passato in una grattugia dai fori grandi (volendo si posson mettere un paio di fette di pancetta in una padella antiaderente fino a renderle croccanti e utilizzarle poi come decorazione).



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Riso Venere con crema di pecorino e fave (senza glutine)

>> 6 maggio 2012



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Prendendo in prestito l'idea di questa ricetta da un primo piatto visto nel menù di una vineria locale (thanks Donato!), oggi ho deciso di prepararlo per pranzo. E' una ricetta idonea per i celiaci poichè tutti gli ingredienti utilizzati sono "naturalmente privi di glutine".

Per quanto riguarda il riso Venere e le sue proprietà ne avevo già parlato qui; pecorino e fave convivono felicemente da secoli e sono un accostamento tipico della stagione attuale ma questa ricetta ripropone questo classico abbinamento in modo diverso con l'aggiunta del profumato e particolare riso Venere, creando una piacevole sensazione al palato.

Pecorino Sardo DOP dolce
Il pecorino sardo è un formaggio DOP (Denominazione di Origine Protetta) e viene prodotto in due tipologie: dolce e maturo. Al latte intero di pecora vengono aggiunti fermenti lattici autoctoni e successivamente del caglio di vitello, durante le rottura della cagliata si ottengono dei pezzetti di dimensioni molto piccole per il pecorino maturo e di dimensioni leggermente più grosse (tipo nocciola) per il pecorino dolce . La cagliata viene poi sottoposta a cottura e successivamente messa in forme circolari. Dopo la pressatura, necessaria per far spurgare ulteriormente il siero presente, le forme vengono messe a stagionare in appositi locali. Il Pecorino Sardo DOP dolce stagiona dai 20 ai 60gg, mentre, il Pecorino sardo DOP maturo stagiona minimo 4 mesi. Il termine DOP non va confuso con IGP (Indicazione Geografica Protetta) poichè per i prodotti che si fregiano di questo marchio di tutela giuridica attribuito dalla Comunità Europea le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata, mentre, nel caso dei prodotti a marchio IGP è sufficiente che almeno una fase del processo produttivo avvenga in una particolare area (appunti corso Onaf I° livello 2011). Come si vede dalla foto il Pacorino Sardo DOP dolce ha una crosta sottile biancastra (a volte può essere di colore giallo paglierino tenue), la pasta è morbida e può presentare rade occhiature.

Ingredienti per due persone:
200gr di riso Venere
100gr Pecorino Sardo DOP dolce
40 fave già sgusciate
1 cipolla bianca piccola
burro
latte
panna

Ho sgusciato le fave e le ho sbollentate in acqua bollente per circa 4 minuti poi ho tolto la pellicina che le riveste e ho recuperato e tenuto da parte il cuore verde delle fave. Nel frattempo ho sbollentato il riso Venere per circa 35 minuti in acqua bollente e già salata. Mentre il riso cuoceva ho preparato la crema al formaggio, facendo sciogliere in una pentola di terracotta il Pecorino Sardo DOP dolce tagliato in piccoli pezzettini con un po' di panna e di latte su fuoco molto basso. La densità della crema è a piacere, la mia è rimasta un po' densa, l'avrei preferita più liquida.
Quando il riso era quasi cotto ho tritato un po' di cipolla bianca e l'ho fatta rosolare senza farla mai scurire in una padella, ho scolato il riso e l'ho aggiunto in padella, mescolando e facendo insaporire il tutto per pochi minuti.
Ho versato il riso in una piccola coppetta di ceramica e l'ho pressato bene poi l'ho rovesciata al centro del piatto di portata in modo da ottenere una cupola di riso Venere. Ho versato la crema sulla cupola di riso e guarnito con le fave.
Semplice, semplice

Et voilà, tutti a tavola!

Mi sono iscritta al Corso "Delizie senza glutine" a Eataly Torino del 19-20 Maggio; se qualcuna di voi dovesse partecipare, potremmo conoscerci. Fate un fischio.
 

LINKS: Consorzio di Tutela del Pecorino Sardo DOP.

VINI: .


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Paella Valenciana a mi manera ... (naturalmente senza glutine)

>> 14 agosto 2010


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... y sin gluten (perchè gli ingredienti utilizzati sono naturalmente senza glutine)!

L'ho chiamata "a mi manera" perchè ho fatto un sunto di alcune ricette di Paella Valenciana che ho trovato su siti Spagnoli e poi l'ho in parte riadattato in base ai gusti personali e a quello che il mercato locale offriva.
La "Paella Valenciana" è quella preparata con verdure (fagioli, fagiolini piatti, piselli o carciofi a seconda della stagione) e carne (pollo e coniglio); la paella che invece si cucina con carne e pesce viene chiamata "Paella mixta" (secondo un'amica Spagnola però questa versione non è tipica della loro tradizione ma è solo un'invenzione dei ristoratori Spagnoli a uso e consumo dei turisti). Infine, quella di solo pesce è la "Paella de mariscos y pescados" o "Paella Marinera".
Visto che non mi piace il coniglio l'ho omesso e ho aumentato la quantità di pollo, inoltre, per dare un colore più vivace alla preparazione, ho aggiunto dei filetti di peperone rosso; infine, non avendo trovato i fagiolini piatti dal mio solito spacciatore di frutta e verdura a Leiden, mi sono dovuta accontentare di quelli rotondi.
Al corso di cucina Spagnola lo Chef Julio ci aveva insegnato a preparare la Paella Mixta ma dato che qui nei Paesi Bassi non sempre riesco a trovare crostacei e molluschi di buona qualità (spesso sono prodotti decongelati), ho optato per la Paella Valenciana.

La paella è un piatto ricco e completo che, con i suoi colori e profumi, porta il sole in tavola. Come per la sangria, ne esistono tante versioni, ogni famiglia Spagnola custodisce la ricetta della "vera" paella, la stessa cosa succede anche da noi con le ricette tradizionali.

Non avendo la "paellera" (tipica padella Spagnola in ferro con due manici e pareti piuttosto basse, ideale per cucinare questa pietanza) ho utilizzato una padella Crafond in alluminio con rivestimento antiaderente che uso già da diversi anni per svariate preparazioni, ha il vantaggio che si scalda bene l'intera superficie ma il bordo è un po' alto.

Ingredienti per 3 persone:
  • 300gr riso
  • 900ml brodo vegetale
  • 600gr coscette di pollo
  • 150ml passata di pomodoro
  • 100gr fagiolini piatti verdi
  • 100gr fagioli di Spagna
  • 100gr peperone rosso
  • 30gr piselli (ho usato quelli surgelati)
  • olio extravergine di oliva
  • misto spezie per paella
  • sale
Riso: gli Spagnoli nella paella usano il riso di tipo Senia o Bomba, a un corso di cucina spagnola al quale avevo partecipato qualche tempo fà lo chef ci aveva consigliato di usare un riso povero di amido, in dispensa avevo solo dell'Arborio Italiano e ho usato quello!

Misto spezie per paella: ho utilizzato un gustoso preparato Spagnolo (pimentón) dal colore rosso fuoco che ho acquistato nei Paesi Bassi e che consiste in un mix polverizzato di alloro, aglio, peperoncino, paprika e zafferano. In alternativa, è possibile preparare un miscuglio con paprika e peperoncino e aggiugere 1-2 bustine di zafferano.

I fagioli di Spagna che ho usato erano quelli secchi, li ho lasciati in ammollo una dozzina di ore con un cucchiaino di bicarbonato e poi li ho lessati e scolati.
Mentre si lessavano i fagioli ho preparato il brodo vegetale con pezzi di carote e sedano, una foglia di alloro, una cipolla piccola, qualche pezzo di porro, gambi di prezzemolo e sale (quando non ho verdure fresche a sufficienza uso uno dei miei sacchetti di verdure miste congelate, quest'anno ne ho già preparati alcuni con le verdure dell'orto). L'ho filtrato, rimuovendo tutte le verdure, e l'ho tenuto al caldo.

Ho pulito i fagiolini e li ho tagliati in 2-3 pezzi ciascuno, ho tagliato il peperone in falde, rimuovendo il picciolo, i semini e i filamenti bianchi e l'ho tagliato prima in falde e poi in pezzi.

Dopo aver preparato tutti gli ingredienti, ho iniziato a cucinare la paella.

Ho messo un po' di olio sul fondo della padella e l'ho fatto scaldare, ho aggiunto le coscette di pollo e le ho fatte rosolare bene da tutti i lati, rigirandole spesso. Ho rimosso le coscette, le ho spolpate per bene e ho rimesso sul fuoco la padella con i pezzi di carne di pollo, ho quindi aggiunto le verdure (fagiolini, fagioli di Spagna lessati, piselli e peperone) e le ho fatte cuocere per una decina di minuti abbondanti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto.

Ho sciolto il mix di spezie in un mestolo di brodo, poi versato nella padella la passata di pomodoro e, successivamente, il brodo vegetale e il mestolo con il mix e mescolato.

Ho aggiunto il riso distribuendolo uniformemente su tutta la superficie della padella e, senza più mescolare, ho alzato la fiamma e ho fatto cuocere per 8 minuti a fuoco vivace e,


successivamente, ho abbassato e cotto per una decina di minuti a fuoco medio.
Ho assaggiato per verificare se la cottura era ottimale e poi servito in tavola (la paella è pronta quando il brodo risulta consumato).


VINO:
  • Paella Valenciana: vino rosso di buona struttura che possa unire e esaltare i vari sapori di questa ricca pietanza oppure Sangria (il binomio Paella e Sangria fa proprio turista, io preferisco del buon vino rosso!).
  • Paella mixta o marinera: vino bianco di buon corpo, secco oppure vino rosato.

Buon Ferragosto



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Zuppa di fagioli, funghi e patate

>> 8 novembre 2009


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Ricetta con indicazioni anche per i celiaci.


Adoro le zuppe di legumi (quando ancora potevo mangiarle mi piacevano pure quelle di cereali o miste legumi-cereali) ma anche il classico minestrone di verdure miste. Giovedi sera mi sono ricordata di mettere in ammollo i fagioli e il giorno successivo l'ho cucinata. Quando sono andata dal locale negozio di salumi e formaggi a farmi dare una fetta di prosciutto crudo tagliata spessa, la commessa mi ha guardata un po' stranita: ho quindi immaginato che gli Olandesi non le chiedano spesso di tagliare una fetta di prosciutto spessa quanto un mignolo. Vedendo una certa perplessità dipinta sul suo volto, le ho spiegato nel mio modesto Inglese che mi occorreva per fare una zuppa e che l'avrei tagliata io a dadini o striscioline. Gli Olandesi nel complesso non amano cucinare o, per lo meno, perdere tempo in cucina e spesso acquistano prodotti già pronti che poi scaldano nel microonde (anche una banalissima zuppa).

Ingredienti:
- 500 gr di fagioli secchi misti in proporzione variabile (150gr fagioli borlotti, 125gr fagioli cannellini, 100gr fagioli rossi, 100gr fagioli neri, 25gr fagioli occhio nero)
- 3lt acqua circa;
- 150gr prosciutto crudo tagliato in una sola fetta (*)
- 150gr funghi champignons (ho usato i "kastanije champignons")
- 2-3 patate (peso complessivo: 350gr)
- 3-4 cucchiai di passata di pomodoro oppure 2 di concentrato di pomodoro
- 1 rametto rosmarino
- 1 costola di sedano, 2 scalogni, 1 carota, 1/2 spicchio d'aglio
- olio extravergine di oliva
- sale e pepe

(*) per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nella categoria "salumi - insaccati" del Prontuario dell'A.I.C. e/o quelli inseriti nel Registro Nazionale Alimenti dietetici senza glutine del Ministero della Salute attualmente validi.

Lasciare in ammollo i fagioli in acqua fredda per una dozzina di ore e risciacquarli (aggiungo sempre un pizzico di bicarbonato all'acqua dell'ammollo).
Pulire le verdure del soffritto (sedano, carota, scalogno e aglio) e tritarli finemente oppure scongelare per tempo un bicchierino di verdure per il soffritto.
Tagliare il prosciutto crudo a listarelle, mettere in una pentola capace (meglio se in coccio/terracotta), un po' di olio a scaldare e far soffriggere le verdure per pochi minuti, poi aggiungere il prosciutto crudo e un rametto di rosmarino legato con lo spago da cucina (in modo che gli aghi non si disperdano) e lasciar colorire il tutto per poco tempo.

Versare nella pentola i fagioli, aggiungere la passata di pomodoro (o il concentrato), coprire con i 3lt di acqua e portare a ebollizione a fuoco vivace. Salare, abbassare la fiamma e, sempre , coperto, cuocere per 65 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Dopo 30-35 minuti da quando la zuppa ha iniziato a sobbollire aggiungere le patate tagliate a dadini e, nell'ultimo quarto d'ora di cottura, i funghi champignons tagliati a fettine.


Verso fine cottura conviene assaggiare e controllare il grado di cottura.

Impiattare e condire un filo d'olio crudo e buono, una macinatina di pepe al momento di servire.

NOTE: se avanza, è possibile porzionarla e congelarla in vaschette. Dopo averla scongelata, basta riscaldarla per pochi minuti nel microonde oppure sul fornello per avere un'ottima zuppa fumante da gustare.
Al posto dei funghi champignons che ho indicato negli ingredienti (qui non trovo praticamente altro) usate un minor quantitativo di ottimi funghi Italiani essiccati (il profumo sarà decisamente superiore!).
I fagioli sono un alimento povero, tipico della cucina contadina ma ricco di proprietà benefiche: sono ricchi in fibra, hanno un buon apporto calorico (circa 310kcal/100gr di prodotto secco), sono ricchi di amido e proteine, fosforo, potassio, calcio, ferro e vitamine (A, C, B1, B2, PP). I legumi occupano un posto di rilievo nella piramide alimentare e il consumo quotidiano di questa tipologia di alimenti è altamente consigliato.


VINO:
la scelta ricade su un vino rosso
di buona struttura e morbidezza (es. Colli Euganei Cabernet Sauvignon DOC, Riviera del Brenta Cabernet DOC, Valpolicella Classico Superiore DOC, Friuli Grave Cabernet Superiore DOC).
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Lenticchie in umido in P.A.P.

>> 6 ottobre 2008

© Riproduzione riservata.

Ricetta con indicazioni per i celiaci e con cottura solo per la pentola a pressione.


In questi ultimi giorni di Italia, prima del rientro in Olanda, speravo di poter godere ancora un po' del sole ma la settimana è cominciata con una giornata uggiosa. Visto il tempo, vi propongo una ricetta più adatta a queste giornate.

Ingredienti per 4-5 persone:
  • 1/2kg lenticchie
  • 1lt brodo vegetale preparato semplicemente con verdure varie messe a bollire in acqua, senza l'aggiunta di dadi da cucina o altri insaporitori
  • 50gr pancetta (*)
  • 30gr burro
  • 1 cipolla piccola, 1 carota medio-piccola, 1 gambo di sedano
  • 1/2 spicchio d'aglio privato del filamento verde centrale
  • 1 cucchiaio da minestra di concentrato di pomodoro
  • 1 foglia alloro
  • sale, pepe
[*] per i celiaci: utilizzare solo i prodotti elencati nella categoria "salumi-insaccati" del Prontuario A.I.C. attualmente in vigore oppure prodotti che siano chiaramente dichiarati "senza glutine" in etichetta dal produttore, come da Regolamento (CE) n° 41/2009 del 20/01/2009 e successive modifiche.

Ammollare le lenticchie per una dozzina di ore in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato, risciacquarle.
Preparare il soffritto con il burro, la pancetta tagliata a cubetti piccoli, gli aromi tritati (carota, sedano, cipolla e aglio), aggiungere le lenticchie e farle insaporire.
Diluire il concentrato di pomodoro nel brodo e aggiungerlo nella pentola con la foglia di alloro, regolare di sale e pepe.
Chiudere il coperchio e, all'inizio del sibilo, abbassare la fiamma e cuocere per 20 minuti.
Se il sughetto dovesse risultare liquido, farlo restringere cuocendolo a pentola scoperta.
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